La terza dose di vaccini per gli anziani e gli individui fragili: Funzionerà? Forse è opportuno porsi qualche domanda!!!

La mortalità tra gli anziani e gli individui fragili con patologie croniche rimane drammaticamente elevata nonostante i vaccini e le cure oggi disponibili. Il paziente anziano e/o fragile ha un Metabolismo Proteico molto diverso dal giovane e/o dal sano che causa minore efficacia degli Anticorpi contro il Covid. Pertanto, è fondamentale conoscere i limiti metabolici di questi individui ed intervenire per poter migliorare le loro risposte alle varie cure proposte incluso i vaccini “

E’ noto che, nonostante le cure oggi disponibili, incluso i vaccini, gli individui over 70, con o senza patologie croniche, continuano ad essere la fascia di persone con la più alta mortalità causata dal Covid-19.

Le statistiche istituzionali confermano infatti che, nonostante il 90% degli over 80 risultasse vaccinato a fine ottobre, proprio in questa fascia che nel periodo tra metà settembre e metà ottobre, alle prime avvisaglie della stagione influenzale, si sono concentrati la maggior parte di decessi causati dal Covid raggiungendo valori di oltre il 63% sul totale.

Gli anziani e/o i pazienti fragili affetti da patologie croniche, dunque, nonostante la doppia vaccinazione, risultano ancora i più esposti al virus e sono gli individui che vanno incontro al maggior numero di ospedalizzazioni e decessi rispetto a tutte altre fasce d'età e/o condizioni di salute.

Ad incidere in modo determinante sulla prognosi della infezione da Covid in questi pazienti potrebbe infatti essere la minor reattività del sistema immunitario in fase di immunizzazione post vaccino come ci insegna la letteratura scientifica internazionale.

Di fatto, la stimolazione del vaccino, in queste categorie di soggetti, potrebbe essere meno efficace.

Dati osservazionali indicano che i soggetti anziani e/o fragili, a seguito della vaccinazione anti-Covid, presentano meno sintomatologia post iniezione, sviluppando raramente febbre o reazioni di tipo infiammatorio. Ciò proprio a sostegno del fatto che in questi soggetti il vaccino potrebbe rivelarsi meno efficace nello stimolare la reazione immunitaria, lasciandoli così più esposti rispetto ai vaccinati under 70.

A tal proposito giova ricordare che spesso negli anziani e/o pazienti fragili sono presenti stati di "ALTERAZIONE DEL METABOLISMO PROTEICO" dovuti ad una serie di fattori quali scorretta alimentazione, scarsa attività motoria e malfunzionamenti a livello metabolico tipici dell’età senile e dei soggetti con patologie croniche.

Riguardo al processo di vaccinazione è fondamentale ricordare che la ridotta capacità di sintesi proteica, con la conseguente alterazione del metabolismo proteico, riguarda a pieno titolo anche le immunoglobuline, che sono quelle proteine che formano gli ANTICORPI in grado di sviluppare la risposta immunitaria specifica dell’individuo in caso di aggressione virale.

Pertanto, in vista di una terza del vaccino, per ottenere quel "booster" che dovrebbe rappresentare un rinforzo della reazione immunitaria nei soggetti anziani e/o fragili, sarebbe importante "ricostruire" prima quel patrimonio proteico che rende possibile la corretta formazione delle proteine fondamentali per attivare la risposta immunitaria stimolata dal vaccino.

Come farlo?

Grazie ad un'integrazione nutrizionale mirata basata sulla supplementazione di specifiche miscele di singoli Amminoacidi, formulate in base ai bisogni metabolici dell’essere umano, e delle altre molecole (in prevalenza Vitamine ed Ioni) che garantiscono una adeguata sintesi proteica.

Quindi, dovrebbe essere messa in atto una strategia farmacologica per favorire l’integrazione nutrizionale adeguata al fine di fornire all’individuo le varie molecole che corrispondono ai “mattoni metabolici” indispensabili per favorire la sintesi adeguata di anticorpi proteici.


Bibliografia Scientifica di Supporto


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